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Editoriale

  • IEDentity
  • "Scenari del futuro"
  • Numero 01 - 19 Ottobre 2019
Riccardo Marzullo
  • Riccardo Marzullo

Quali sono le sfide del futuro e le vie per costruire nuove opportunità di sviluppo? A queste domande ricorrenti, a questi quesiti complessi IED deve rispondere interrogandosi profondamente e prendendo parte agli attuali processi di innovazione nei settori della formazione e della diffusione delle conoscenze. E soprattutto deve sottolineare la sua dimensione di network come un vero valore in grado di fare la differenza.

Per dare concretezza a questo scopo e imparare a lavorare insieme in un contesto di rete, la premessa necessaria è cominciare a conoscerci meglio e a condividere in maniera strutturata il nostro capitale scientifico, le nostre riflessioni sulla cultura del progetto e le esperienze che si generano all’interno di IED.

Con questo spirito nasce IEDENTITY, un progetto di comunicazione che coinvolge tutte le sedi IED per condividere attività, idee e iniziative, raccontando gli eventi principali che hanno luogo in ogni città e che cosa succede nel contesto in cui operano le sedi, con la finalità di rafforzare la nostra appartenenza alla comunità e favorire l’interazione tra i membri dello staff del Gruppo IED.

Attraverso IEDENTITY tutte le sedi apportano, nella ricchezza della loro pluralità, diverse culture ed esperienze, forti nel proprio contesto locale. Se condividiamo il sapere creato in ogni singolo luogo non possiamo che far crescere le nostre reciproche conoscenze.

Un esempio evidente di questo è stata la mostra per i 50 anni di IED, un illuminante momento di celebrazione di un modo di fare visionario che ha sempre avuto al centro il fondatore di questa istituzione: Francesco Morelli, colui a cui vogliamo rendere omaggio in questo primo numero.

Possiamo infatti tentare di rispondere alla domanda iniziale con due testi presenti nel catalogo di “La luna è una lampadina”, a nome di Francisco Jarauta e Marco Zanini, completati dalla testimonianza del nuovo membro del comitato scientifico, Luca De Biase, e del primo direttore che condivide su IEDENTITY metodologie che possono essere preziose per tutto IED, Alessandro Manetti.

Senz’altro, descrivere il futuro è un compito utopico, significa disegnare un nuovo orizzonte. Sono certo che la nostra comunità apprezzerà questo lavoro, perché ogni proiezione del futuro serve per svelare i desideri del momento attuale e rendere possibile un mondo migliore. E perché sappiamo – come diceva Peter Drucker – che “il miglior modo di predire il futuro è crearlo”.

Riccardo Marzullo
Amministratore delegato di IED