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Design strategico e sostenibilità

  • IEDentity
  • "Phygital"
  • Numero 04 - 11 Giugno 2018
Michele Mandaglio
  • Michele Mandaglio

Nel mondo dell’industria 4.0 il design dovrebbe essere prima di tutto sostenibile. IED Como – Accademia Galli ha invitato gli studenti a riflettere su questo tema, e a realizzare progetti che sono stati presentati in occasione della Milano Design Week 2018.

Il concetto di design sostenibile caratterizza la progettazione di un prodotto o di un sistema sociale ed economico nel rispetto dell’ambiente in cui viviamo. Quindi per parlare di design sostenibile non basta fermarsi al prodotto, ma va considerato il contesto in cui viene realizzato.

In tal modo l’azione del design si amplia e si parla di design strategico e di sistema, che guarda al sistema di prodotti e servizi che insieme forniscono una risposta a una domanda di benessere. Lavorare a livello di sistema permette di avere un alto livello di innovazione, perché non vengono progettati solo gli oggetti, ma anche gli attori, le partnership tra imprese, i rapporti tra imprese e utenti e tra istituzioni e attori sociali, cercando nuove configurazioni che permettano di avere un minore impatto ambientale e sociale.

Questi concetti sono alla base di quella che viene definita “quarta rivoluzione industriale”. L’industria 4.0 si basa sul concetto di smart factory, che implica tre elementi:

  • smart production, ossia nuove tecnologie che creano collaborazione tra tutti gli elementi della produzione, ovvero operatori, attrezzature e strumenti;
  • smart services, le infrastrutture informatiche e tecniche che permettono di integrare i sistemi, ma anche tutte le strutture che consentono, in modo collaborativo, di integrare le aziende (fornitore-cliente) tra loro e con le strutture esterne (strade, hub, gestione dei rifiuti ecc.);
  • smart energy, i consumi energetici, cui bisogna prestare particolare attenzione, creando sistemi più performanti e riducendo gli sprechi di energia secondo i paradigmi tipici della sostenibilità.

Importante è anche pensare al design del prodotto dopo la vendita. Infatti, grazie a un intenso lavoro di progettazione dei singoli componenti, è possibile recuperarli e riutilizzarli, impedendo loro di concludere il proprio percorso.

Tutti questi concetti concorrono a quello che viene definito circular design.

Durante quest’anno accademico, grazie al lavoro svolto da Francesco Pusterla, coordinatore del corso di Furniture Design, abbiamo fatto ragionare i nostri studenti su questi concetti, che risultano imprescindibili per un professionista del futuro. I lavori svolti guardano a un sistema nuovo, dove il design risponde a una domanda flessibile e quindi sostenibile.

Due sono le esperienze svolte in tal senso:

  • Download me, I am yours, lavoro prodotto nell’ambito del corso di Light Design del docente e designer Filippo Mambretti;
  • Future Hood, esperienza realizzata in collaborazione con Napapijri durante la Milano Design Week.

Download me, I am yours è una serie di cinque lampade che possono essere prodotte tramite stampanti 3D e sono disponibili da scaricare online attraverso i QR Code presenti a Milano nell’allestimento. I progetti possono essere realizzati a casa in formato XL o small, oppure, per chi non ha accesso a una stampante 3D, possono essere prodotti tramite la piattaforma online 3DHubs. 

Questo progetto rimane in una sfera “domestica”, ma il concetto è comunque rivoluzionario se pensato su larga scala.

Il nostro modo di concepire il design ci ha portati anche a collaborare con Napapijri per l’evento Future Hood, organizzato durante la Milano Design Week 2018.

Il brand di proprietà di Vf Corporation ha presentato la collezione Ze-Knit, linea composta da 19 capi maschili e femminili d’avanguardia. “Gli abiti della linea Ze-Knit sono tessuti digitalmente, con risparmio di materiali di scarto e riduzione del numero di cuciture necessarie alla costruzione del capo. Gli studi che hanno portato alla realizzazione del progetto sono iniziati tre anni fa. Volevamo evolvere l’evoluzione dei materiali guardando al futuro, con lo scopo di produrre indumenti quanto più vicini alle esigenze dei consumatori, allo stesso tempo volevamo ridurre gli sprechi della manifattura. Il progetto Ze-Knit rispecchia il nostro slogan, ‘Make it better’: lo scopo è migliorare il modo in cui costruiamo una collezione. La tecnologia utilizzata è affascinante dal punto di vista della sostenibilità, riusciamo a realizzare interamente un piumino con una macchina, riducendo di almeno il 30% gli scarti rispetto alla filiera tradizionale”, ha spiegato Bhavesh Naik, senior director product, innovation and sourcing di Emea.

IED Como – Accademia Aldo Galli punta molto su queste esperienze, che permettono allo studente di progettare pensando al futuro del design e quindi al futuro del pianeta.

Autore: Michele Mandaglio