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IED Innovation Lab. Un progetto di trasformazione

  • IEDentity
  • "Urban entrepreneurship ecosystem"
  • Numero 05 - 9 luglio 2018
Nacho Martín
  • Nacho Martín

Presentiamo IED Innovation Lab, un progetto dedicato alla sperimentazione, alla ricerca e alla trasformazione in diversi settori, con l’obiettivo di aprire nuove prospettive su problemi noti. All’interno di IIL, la parola innovation, “innovazione”, si declina in progetti multidisciplinari in cui il design si afferma come disciplina in grado di rispondere a qualsiasi tipo di sfida.

Scommetterei sul fatto che mia figlia di un anno e mezzo non frequenterà scuole dove persone, in veste di esperti su un tema, impartiscono lezioni da un punto rialzato a gruppi di studenti disposti su più file. Le nostre modalità di apprendimento sono in via di trasformazione, come già avvenuto in un’infinità di altre aree, e di certo in futuro ci sembreranno poco riconoscibili.

In parallelo, in un altro campo, le aziende che vogliono adattarsi ai contesti tecnologico-sociali emergenti dovranno distaccarsi dalle forme di lavoro abituali, vincolate da tempistiche di consegna accelerate e bilanci rigidi, ed esplorare altri sistemi di organizzazione e approcci maggiormente collaborativi.

Parlando di innovazione, potremmo affermare che il mondo accademico si avvicinerà sempre più al pragmatismo delle dinamiche professionali, mentre l’universo delle aziende si accosterà maggiormente agli ambienti vivaci delle scuole.

È in questo spazio ibrido e suggestivo di intermediazione che nasce IED Innovation Lab, che si colloca a metà tra l’esplorativo e il realizzabile, tra la scuola e l’impresa, tra le ambizioni e le incertezze, tra il design e altre discipline.

“Design Playground for Transformation Projects” è un’iniziativa che mira a far riflettere su questi e altri processi di trasformazione. Tali rinnovamenti possono essere di maggiore o minore entità, dall’azienda che desidera adattarsi alla realtà digitale o cambiare la propria cultura lavorativa all’associazione di cittadini che chiede nuove soluzioni per le strade della propria città. Parliamo di progetti con un impatto reale sul mondo e sulla vita delle persone.

 

 

Quest’aria di cambiamento si respira anche nel contesto urbano che ci ospita. La città di Madrid sta attraversando un nuovo processo di crescita, innescato dall’uscita del Paese dalla crisi economica, unita al fatto che la M-30, l’autostrada che chiudeva il centro della città in un anello difficile da attraversare per i pedoni, è stata in parte resa invisibile, interrando la sua infrastruttura tossica sotto un parco dove ora gioca mia figlia Juana. Questa macro-operazione ambientale ha promosso la nascita di un gran numero di attività in aree più periferiche, tra cui Carabanchel, il quartiere in cui si trova IIL, che è diventato la nuova meta delle menti creative più coraggiose.

Negli ultimi anni, all’interno dei suoi edifici industriali sono nati numerosi studi di design, arte e musica. Le attività che utilizzavano macchinari pesanti (per esempio le tipografie) hanno ceduto il passo alle industrie creative. Tra i pionieri di questo movimento si contano numerosi ex studenti o docenti di IED. La scommessa fatta inserendo IIL in un terreno fertile di questo tipo risponde alla chiara volontà di sostenere la comunità di quest’area, con la certezza che le dinamiche creative avranno un effetto positivo sul quartiere e un impatto potente sulla città di Madrid, tanto da trasformare la zona in un design district di riferimento in ambito internazionale.

IED Innovation Lab riflette l’interesse di Francesco Morelli e la sua ambizione di estendere il dibattito sul design ad altri ambiti. In tal senso, si formalizza come un insieme di laboratori che esplorano nuove relazioni tra il design e la tecnologia, il mondo dell’impresa, l’ambiente e il service design.

Abbiamo posto così le basi per un modello di collaborazione con le aziende che crea una metodologia inedita nell’universo dei centri di innovazione. I nostri laboratori sono partnership contrattuali con aziende di prestigio in diversi ambiti per definire insieme qual è il futuro di quel settore. In queste nuove unità di lavoro e ricerca si tenta di trovare le risposte a sfide poste da altre aziende o si aprono linee di esplorazione con il sostegno di sponsorizzazioni.

Queste entità professionali si dimostrano gli interlocutori perfetti per gli studenti di IED e per il loro futuro lavorativo: piattaforme per il lancio di progetti che mettano in comunicazione studenti e professionisti per incarichi reali. Queste incursioni in nuovi campi e con nuovi attori permetteranno di aggiornare in breve tempo e in modo competente l’offerta formativa di IED.

Sulla base di queste intese sono stati già attivati FabLab, MediaLab, CityLab, Future Food Lab e XR Lab (Extended realities, cioè VR, AR e MR). Nell’anno del lancio abbiamo già sviluppato diversi progetti, che vanno dalla trasformazione del quartiere di Carabanchel alle nuove forme di vita su Marte, in collaborazione con aziende come HP e la NASA. Seguiamo progetti di lunga durata con Red Bull per favorite proposte di innovazione sociale e di tecnologia civica, ma ci siamo aggiudicati anche incarichi per trasformare il modo in cui viene percepita l’arte, con il Museo Thyssen-Bornemisza ed Endesa, o per progettare nuovi modi di servire il cibo, con IKEA Sweden.

 

La progettazione architettonica dello spazio è un’espressione nata dal modello IIL. Si tratta di una struttura modulare organizzata attorno a esagoni che si distribuiscono e si raggruppano, permettendo di ottenere diverse configurazioni. Abbiamo voluto progettare un minimum viable space, la struttura minima che consente il numero maggiore di configurazioni. È un progetto concepito e prodotto all’interno di IIL. Lo spazio viene reinventato in base alle dimensioni del progetto da ospitare o alla volontà di vincolare in un unico luogo di lavoro diversi laboratori. È un progetto che parla di trasformazione, flessibilità e minimizzazione delle risorse. Trattandosi di un sistema, è scalabile e applicabile ad altri spazi.

Siamo coscienti del fatto che ciò che conta di più non sono i prodotti che escono da qui, ma l’esperienza e la nuova cultura che intendiamo creare: nell’ottica del cambiamento, le condizioni di contesto dalle quali nascono i progetti sono più importanti dei risultati finali. Al fine di dare un senso concreto a questa parola oggi utilizzata così spesso, “innovazione”, sono cinque (e presto saranno sei) i punti o settori che compongono l’esperienza IIL e che perseguiamo: matchmaking, empowering, humanistic, formative, playful.

Siamo in fase di avvio, ma con la convinzione che continueremo a considerare sempre la nostra come una versione beta.

Autore: Nacho Martín Asunción

Direttore di IED Innovation Lab

4 Nacho Martín Asunción

Nato a Madrid nel 1973, ha conseguito un dottorato in Architettura. Direttore di IED Innovation Lab, presso IED Madrid, è stato anche docente e coordinatore del corso di Design delle arti digitali ed experience design e docente di Design della moda presso IED Moda Lab (Madrid). È professore associato di Progettazione architettonica all’Universidad de Alcalá de Henares (Madrid).

È fondatore di Mi5VR (Virtual and Real Architecture) e Unit Master della Architectural Association (Londra). Il suo lavoro è stato premiato ed esposto a livello internazionale. Di recente ha tenuto conferenze, tra le altre città, a Los Angeles, Seul, Londra, Valencia, Madrid, Saragozza e Barcellona.