Caricamento Caricamento

IED Design Awards e il fashion design

  • IEDentity
  • "The future of fashion"
  • Numero 06 - 25 Settembre 2018
Marisa Santamaría
  • Marisa Santamaría

Marisa Santamaría, Director of Global Innovation Trends Unit, analizza il momento entusiasmante attraversato dal settore del fashion design e, in occasione della terza edizione degli IED Design Awards, ci svela le carte vincenti dei premiati nella categoria Moda, che hanno scommesso su nuovi modelli di business e innovative forme di comunicazione.

 

Parlare di moda in questi primi diciotto anni del XXI secolo è come parlare di una nebulosa che si trasforma a grande velocità, tra cambiamenti permanenti e la forza di un mercato che smuove paesi e intere società.

Il compito di un istituto di formazione è quello di essere aperto a tutte le inclinazioni e le complessità di questo intricato labirinto contemporaneo. In questo momento la moda non può essere vista come un universo specifico e circoscritto, ad oggi il design è in costante evoluzione e le sue diverse aree si intrecciano trasversalmente in totale libertà e senza alcun limite.

In EYE IED, l’Area dedicata alla ricerca dei trend internazionali che dirigo, l’obiettivo che fissiamo con i gruppi di studio degli allievi per aziende e istituzioni è tracciare le fluttuazioni della moda, sempre connessa con le altre discipline del design, infiniti rami di un albero immaginario audiovisivo, spaziale, oggettuale del pensiero critico e creativo, e le nuove architetture e realtà virtuali e aumentate, interconnesse anche al Design Thinking, per un design che diventa direttore di un’orchestra imprenditoriale e sociale, e il designer, quindi, un agente del cambiamento contemporaneo.

 

Una linea di pensiero condivisa da referenti come Sara Maino, vicedirettrice di Vogue Italia, che da oltre vent’anni dà sostegno, valore e attenzione ai nuovi talenti di tutto il mondo con un programma speciale e una pubblicazione, Vogue Talents, allegata alla rivista principale. Sara Maino scopre, orienta e consolida brillanti carriere emergenti.

“Lavoro partendo dall’aspetto che considero più importante. Per un designer, è fondamentale avere un messaggio da trasmettere, una dichiarazione di intenti, un’idea radicata a fondo nel DNA. Io non scopro i designer. Io li incontro e li metto sotto i riflettori al momento giusto. Vogue Talents è una perla rara nel Gruppo Condé Nast, una crociata determinata e personale che è diventata una missione di vita. L’energia delle nuove generazioni mi affascina ed è il punto di partenza da cui tutto è nato. Nei miei viaggi intorno al mondo vedo designer appassionati che credono in un sogno. Riaffermare il valore dei sogni è fondamentale raccontava con il suo inconfondibile entusiasmo, in un recente viaggio a Madrid.

Una visione ed un approccio al lavoro che aiuta a dare corpo alle “mode e modi, come mezzo per rappresentare e rappresentarsi” nell’attualità, come diceva l’esperto di design, architettura e arte contemporanea Gillo Dorfles.

In senso ampio, la moda come fenomeno sociale globale si fonda sulla successione infinita, come in un gioco di specchi dell’arte cinetica degli anni Settanta, tra sovrapposizioni di correnti e tendenze che coesistono e influiscono sulle persone e su contesti specifici a tutti i livelli, sociali, culturali ed economici.

Per un’istituzione come IED Madrid, premiare e promuovere il talento è diventato uno tra i progetti annuali più importanti. Con all’attivo solo tre edizioni, lo IED DESIGN AWARDS è un premio giovane, ma che ha già una sua collocazione e sta cercando di ritagliarsi un giusto spazio tra i premi nazionali e internazionali.

Quest’anno possiamo individuare un tratto comune tra i cinque vincitori nella categoria Moda: nonostante i progetti presentino diversi gradi di avanzamento tra di loro, insieme apportano uno stacco importante nell’ambito della moda. L’attenzione per l’artigianato, inteso come “abilità di fare bene le cose” così lo definiva Richard Sennett nella sua opera di riferimento L’uomo artigiano, la sostenibilità come valore superiore, l’incrocio e l’intersezione con altre discipline creative.

  • Migliore direzione creativa di moda: Betolaza
    Serenità e coscienza. Il marchio Betolaza si basa sulla differenza con una vocazione sostenibile e atemporale. Qualità libera dai classici cicli imposti dall’industria della moda.
  • Miglior progetto di moda sostenibile: Jeanologia
    La sostenibilità e la tutela dell’ambiente a 360 gradi definiscono tutti i processi di questa azienda, che segna la rotta dell’Europa con le sue innovazioni e i suoi progressi tecnologici.
  • Miglior progetto di comunicazione di moda: Carmen March Comunicación dello Estudio Backroom
    L’approccio alla comunicazione nel settore della moda dal punto di vista di due grafici. Un cerchio di azioni ben concepite per dare significato al prestigio di un marchio.
  • Miglior progetto di gioielleria contemporanea: Andrés Gallardo
    Il marchio, costituito da Andrés Gallardo e Marina Casa, ricicla oggetti antichi di ceramica con una sensibilità che si realizza nella ricerca del sublime.
  • Miglior progetto di accessori moda: Acosta
    In Acosta si premia la costanza dello stile classico, l’abbandono dell’effimero, la permanenza e la crescita come segno definitorio e definitivo.

Tutti questi nomi disegnano la moda concependola come nuovo sistema e come processo in transizione.

La trasformazione della moda è rapida, decisa e indomita. Nasce perciò un laboratorio di sperimentazione spontanea e un punto di riferimento nella comunicazione. I processi di condizionamento dei diversi gruppi sociali e l’esplorazione costante di nuovi mezzi per raggiungere il pubblico e il mercato diventano rotte da seguire anche per aziende e istituzioni di altri ambiti e di altre realtà. Oggi la moda è un indicatore di alcune vie di sviluppo dell’umanità, moda e modi per definire il design nella sua identità e come motore di una nuova dimensione creativa: il fashion design.

Autrice: Marisa Santamaría

Foto dell'autrice: Óscar Arribas