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DesignNet

  • IEDentity
  • "Around the world"
  • Numero 07 - 15 novembre 2018
Pedro Medina
  • Pedro Medina

Nuovi modi di creare nuove realtà: si può riassumere così lo spirito di DesignNet. 

DesignNet è il nome che riunisce varie iniziative che mostrano la capacità creativa dei processi concepiti in rete e nati dalla collaborazione con diverse istituzioni internazionali. Riflettiamo sulle possibilità che si aprono, sia a livello progettuale sia metodologico.

Come siamo giunti a creare DesignNet, un punto d’incontro in grado di generare modi diversi di fare design?

Prima di descrivere l’iniziativa in sé, è importante percorrerne la storia. Le attività di DesignNet, infatti, sono andate definendosi attraverso diversi “laboratori” tenuti nel corso dell’ultimo decennio, da Plus/IED a Las Manuelas, di cui abbiamo già parlato in IEDentity n.3, che esaminano l’idea di rete da un punto di vista non soltanto associativo ma anche metodologico, per l’attivazione di processi di co-creazione.

In questo modo, ci si assume il ruolo di agenti attivi di trasformazione sociale, culturale ed economica, orientando le attività formative e culturali verso la collaborazione con istituzioni, università, aziende e comunità, con progetti di tipologia e scala diverse, che permettono di immaginare nuovi modi di lavorare, pensare e creare. Il designer acquisisce così un ruolo di grande importanza per iniziare a progettare il futuro.

La serie di progetti che meglio esemplifica questo spirito è DesignNet, che riunisce programmi volti a generare soluzioni per i contesti di studio, sfruttando le possibilità di partecipazione che il progresso tecnologico ha aperto negli ultimi anni. I tre progetti DesignNet (Madrid, Messico e Perù) permettono di collaudare forme di collaborazione in luoghi diversi del pianeta, istituendo pratiche di ricerca simultanea che vanno oltre i “contenitori” abituali in cui spesso si trasformano molte piattaforme digitali.

Oltre che sulle questioni tecnologiche, è però importante riflettere sul sistema in generale e su quelle pratiche che consentono la creazione e l’aggiornamento di nuove dinamiche. Processi come quello proposto sono utili per recepire questa realtà e indicare nuovi modelli di azione.

 

A livello operativo, i progetti sono stati realizzati, nei primi due casi, attraverso workshop internazionali simultanei organizzati in vari Paesi, per ricercare una creatività diversa per le varie città, mentre nel terzo caso attraverso un concorso internazionale. A queste iniziative si è aggiunta una serie di attività culturali, insieme al consolidamento dei vincoli tra diverse istituzioni di insegnamento in vari Paesi del mondo.

Lo sviluppo “in progress” di questo progetto evidenzia l’elaborazione e l’applicazione di strategie di innovazione nella gestione d’impresa e nei modelli didattici, e la promozione di iniziative che hanno saputo coniugare al meglio l’analisi del contesto sociale e tecnologico con l’invenzione di processi creativi e funzionali. Risulta così fondamentale l’uso di metodologie specifiche per lo sviluppo di questi progetti in rete.

 

In tal senso, è stata essenziale l’elaborazione di IED ToolKit, uno strumento creato per i partecipanti ai workshop di MadridDesignNet e pensato per le persone coinvolte nell’innovazione, nella gestione orizzontale della conoscenza e nella valutazione dei prodotti nel contesto reale, sia globale che locale. Questo strumento è servito per potenziare la creatività collettiva e il lato ludico del design, per focalizzare le reali necessità degli utenti e destinatari dell’innovazione. IED ToolKit comprende inoltre diverse attività che promuovono la ricerca pratica e sociale, oltre a varie tattiche già note nell’universo della creatività.

Ma il vero elemento di differenziazione di questa metodologia è la garanzia di risultati offerta al termine di un arco temporale concreto, oltre al fatto di permettere un confronto giornaliero tra i progetti realizzati in diversi gruppi di lavoro, apportando così differenti prospettive da luoghi distanti su tematiche comuni. Nel caso di MadridDesignNet, sono stati condotti 50 workshop in 17 città di tre diversi continenti.

Questi gruppi di lavoro costituiscono il campo di analisi empirica, e i risultati da loro ottenuti sono interpretati all’interno di un sistema, considerando il modello nel suo insieme per estrapolare gli effetti che permettono di comprendere i processi e le dinamiche proposte. Pertanto, sebbene la metodologia miri a trarre conclusioni strutturali applicabili ad altri casi, si tiene conto anche di elementi contestuali, perché qualunque processo creativo risulta subordinato a necessità oggettive, sociali e temporali.

Da questo processo sono emerse effettivamente delle dinamiche positive. Per esempio, nel caso concreto dei Comuni, si è visto che la soluzione a molti problemi concreti di una città può passare attraverso la generazione creativa di proposte con gli enti formativi coinvolti, per poi testarne l’attuazione nel tessuto imprenditoriale.

Questi progetti dimostrano la necessità di nuovi linguaggi e sistemi per nuove esperienze. In questi ambiti di creazione, la collaborazione e il lavoro in rete non sono mera retorica, ma la strada per costruire modalità alternative e più convergenti di analisi e altri modi di apportare cambiamenti in diversi contesti, in grado di promuovere una cultura della partecipazione (non per forza totalmente aperta) che riesca a combinare una forma di lavoro collaborativa con la professionalizzazione degli agenti che la elaborano.

Si lavora, pertanto, per potenziare il tipico sistema di network di IED, presente in 11 città di tre diversi Paesi e con rapporti continuativi con oltre cento università e centri di istruzione superiore, rafforzato dalla partecipazione ai progetti DesignNet e agli Encuentros de Innovación Académica (gliIncontri di innovazione accademica”, Madrid, 2014, Città del Messico, 2016 e 2018). La conseguenza dev’essere la costruzione e dinamizzazione di vere comunità di ricerca orientate alla gestione comune del sapere, per mettere in moto un osservatorio sulle tendenze e un archivio in continuo aggiornamento, al fine di creare materiali destinati alla didattica del design. Questo risultato si ottiene andando verso un “apprendimento sociale”, in cui i materiali realizzati sono prodotti in modo collaborativo, per offrire una lettura sociale e maggiore interattività da parte degli utenti.

Quali possibilità si aprono? A ben vedere, i DesignNet non sono altro che un esperimento su scala ridotta di quello che IED potrebbe creare come network, per dare vita a nuove forme di collaborazione professionale e promuovere la ricerca e processi creativi internazionali, collaborare con aziende su scala maggiore e istituzionalizzare processi sviluppati simultaneamente in sedi di Paesi diversi. Ciò potrebbe e dovrebbe attivare processi didattici e metodologici in grado di sfruttare le nuove tecnologie e la loro capacità di generare processi di collaborazione con un nuovo modello che favorisca l’analisi e l’interpretazione di contesti mutevoli. Nello stesso tempo si dovrà gestire in maniera efficace il capitale epistemico creato durante il processo.

A tal fine, saranno necessari nuovi protocolli di attuazione, un cambiamento ambizioso di mentalità in cui il lavoro locale si combina a quello internazionale a vantaggio di entrambi, e un project manager che agevoli il lavoro in rete.

Proponiamo alcuni spunti per un dibattito sullo sviluppo di questo progetto:

– Si dovrebbe specificare accuratamente il profilo di ciascun membro in base a parametri definiti, che possano poi aiutare a identificare la persona adatta per ciascun tipo di progetto e per ciascuna fase dello stesso.

– Per questa definizione, si dovrebbero prendere in considerazione non soltanto le capacità dell’utente, ma anche il suo livello di impegno in un dato periodo, da cui dipenderà il grado di coinvolgimento nel progetto in un certo arco di tempo.

– È necessario disporre degli strumenti tecnologici e metodologici per costruire gruppi multidisciplinari in rete e la possibilità di rispondere simultaneamente da diverse parti del mondo a ciascuna sfida;

– Occorre includere la comunità IED, il che può tradursi in un lavoro online o nella definizione di una risposta attuabile in qualsiasi Paese del mondo se il progetto richiede una presenza fisica in un contesto locale.

Questo sistema permetterà di esplorare le possibilità di una formazione in cui la tecnologia facilita il cambio di ruoli verso un insegnamento più orizzontale, la personalizzazione dei contenuti e dei tempi di apprendimento, consentendo al tempo stesso l’aggiornamento permanente delle nozioni. È però importante riflettere, oltre che sulle tendenze tecnologiche, anche sul sistema complessivo in cui si sviluppano queste pratiche. Occorre cioè enfatizzare le nuove metodologie e le dinamiche (aperte e chiuse) che si generano tra i diversi agenti, sia in ambito imprenditoriale sia in ambito pedagogico, in un contesto in continua evoluzione, globale e complesso, mantenendo sempre uno spirito critico che ci permetta di analizzare qualsiasi contesto in cui operare e continuare ad apprendere.

Grazie agli strumenti che la tecnologia ci offre, l’aula non ha più confini. Vogliamo conquistare un orizzonte in cui la creatività sia al servizio delle persone, grazie all’impulso creativo di tutti i designer disposti ad affrontare questa sfida. Entra anche tu a far parte di questa rete.

Autore: Pedro Medina